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Mosca, le fabbriche dell'utopia di Alessandro Papetti



Per Museo Statale di Architettura Schusev - Mosca



 

Mosca, le fabbriche dell’utopia

30 grandi tele di Alessandro Papetti 

MUAR – Museo dell’Architettura di Mosca

26 aprile al 17 di giugno 2012

 

Dal 26 aprile al 17 di giugno 2012, presso le sale del MUAR – Museo dell’Architettura di Mosca – si terrà l’esposizione personale di Alessandro Papetti, intitolata Mosca, le fabbriche dell’utopia, un percorso pittorico composto da trenta tele di grandi dimensioni, nelle quali l’autore interpreta e fa rivivere i luoghi e gli scenari protagonisti di quella che è stata l’industrializzazione sovietica negli anni centrali del XX secolo. Ponendo l’accento in particolare su tre industrie la ZIL, la AZLK e la 1°PGZ, Papetti si confronta con uno dei temi chiave della sua poetica, ovvero l’archeologia industriale, laddove la presenza umana non è raffigurata ma forti sono le tracce lasciate dal suo passaggio, come reperti di un vissuto ancora molto presente ed evocativo. Testimonianza quanto mai pregnante dato il grande progetto di riconversione di questi enormi spazi industriali un tempo simbolo dell'utopia sovietica in parte da tempo abbandonati.

 

La mostra, a cura di Umberto Zanetti e patrocinata dalla Fondazione Italia – Russia, dall’Ambasciata Italiana e dall’Istituto Italiano di Cultura, è inserita nel quadro delle manifestazioni della Biennale di Architettura di Mosca, Identity e si avvale, tra i vari sponsor, della partecipazione di Enel.

Il catalogo, edito da Umberto Allemandi in tre lingue (italiano, russo e inglese), si avvale dei testi di Alessandro de Magistris per la parte storico - scientifica e di Alexander  Evangely per quanto concerne la parte critico – artistica.

 

Note biografiche artista

Alessandro Papetti nasce a Milano nel 1958. Tiene le prime esposizioni tra il 1980 e il 1986 e dal 1988 i suoi lavori vengono esposti in spazi pubblici italiani. In questo periodo dipinge i ritratti ripresi dall’alto, opere a cui lo scrittore e critico Giovanni Testori dedica un articolo sul Corriere della Sera. Segue il ciclo Reperti nel quale la sua attenzione è focalizzata sul particolare: una studio analitico della forma, delle tracce lasciate dal tempo nello spazio. Passa poi al tema dell’archeologia industriale: le opere vengono esposte ai Musei Civici di Villa Manzoni di Lecco. Partecipa a diverse esposizioni e fiere d’arte in Europa e negli Stati Uniti.

Dal 1995 si divide tra Milano e Parigi e incontra lo scrittore James Lord che scrive su di lui un significante testo critico. Gli ultimi lavori sono centrati sui temi degli interni e dei ritratti, soprattutto nudi, per arrivare poi ai dipinti del ciclo dell’acqua, la serie degli scenari industriali navali e i paesaggi urbani.

Del 2009 la realizzazione dei tre cerchi del Ciclo del Tempo. Sono tre grandi tele delle dimensioni di 3,30 metri di altezza per 27 metri di larghezza montate su delle strutture autoportanti concentriche, in modo di permettere allo spettatore di entrare letteralmente all'interno dell'opera e sentirsi completamente avvolto dall'immagine. I tre cerchi sono incentrati ognuno su temi diversi: l'acqua, il vento, il bosco. Esposti per la prima volta al Palazzo Reale di Milano nel settembre 2009, grazie al lavoro della Art for Communication e al contributo di Enel sono stati poi i protagonisti dell'Auditorium Parco della Musica di Roma nel settembre 2011.

 

www.enel.it